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Un terzo degli italiani associa la pensione a difficoltà economiche

Una ricerca del Monitor Allianz Global Assistance, condotta in collaborazione con l’istituto di ricerca Nextplora, riporta che:

  • Costo della vita inferiore (58%), meno tasse (26%) e servizi migliori (21%) sono i principali motivi per cui gli italiani tra i 25 e i 64 anni vorrebbero trascorrere la pensione in un altro Paese, preferibilmente dal clima favorevole (23%).
  • La Spagna (27%) risulta essere la metà più ambita come buen retiro, seguita dall’Europa dell’Est (18%) e dai Caraibi (15%).
  • Il 40% intende spendere la propria pensione in viaggi, il 39% per aiutare i propri figli, il 24% in cultura (libri, spettacoli, musei, etc). Tuttavia, il 30% ritiene che non avrà da pensionato un reddito sufficiente per permettersi delle spese voluttuarie.


Tanti italiani che dedicano buona parte della propria vita al lavoro, cercando di mettere da parte dei risparmi, pensano che i contributi versati non basteranno a rendere la propria pensione serena e spensierata: è quanto rileva il Monitor Allianz Global Assistance, attraverso una ricerca condotta in collaborazione con l’istituto di ricerca Nextplora. Un italiano su tre, nella fascia d’età tra 25 e 64 anni, associa infatti il proprio periodo post lavorativo ad un momento in cui dovrà affrontare delle difficoltà economiche: è significativo come questa diffusa percezione negativa si riduca poi notevolmente tra gli intervistati con oltre 65 anni (solo il 16%).

Altrettanto indicativo è il dato secondo cui ben il 26% delle persone tra i 25 e i 64 anni lascerebbe l’Italia, per vivere la pensione in un Paese straniero. Anche in questo caso, la media è il risultato di dati che variano molto tra le fasce d’età: il 27% tra i 25-34 anni, il 24% tra 35-44 anni, il 32% tra i 45-54 anni, per scendere poi al 18% tra i 55-64 anni. Lo stacco generazionale diventa nuovamente importante con gli over 65enni, tra i quali solo il 12% pensa di trasferirsi fuori dall’Italia.

Le motivazioni di questa scelta sarebbero innanzitutto economiche: il 58% si trasferirebbe in un Paese con un costo della vita inferiore e il 26% andrebbe in cerca di una meta dove il sistema di tassazione è meno oppressivo rispetto all’Italia. L’insoddisfazione degli italiani coinvolge anche la sfera dei servizi offerti al cittadino, tra cui sanità e trasporti, visto che ben il 21% vorrebbe andarsene laddove i pensionati vengono supportati maggiormente e con servizi migliori. Vi sono poi anche motivazioni personali: ben il 23% gradirebbe un clima migliore e il 19% vorrebbe fare un’esperienza nuova nella propria vita.
In questi casi, la Spagna risulta essere la meta più ambita per il buen retiro (27%), seguita dall’Est Europa che riscontra il 18% delle preferenze e dai Caraibi con il 15%.

Proprio i viaggi risultano essere in cima ai pensieri da futuri pensionati: il 40% nella fascia 25-64 anni dichiara di voler approfittare della pensione per scoprire e conoscere il mondo, viaggiando in sicurezza grazie ad un’assicurazione nel 58% dei casi. Questa propensione al viaggio cala al 27% tra gli over 65, mentre rimane pressoché immutata la percentuale di coloro che stipulerebbero una polizza (57%).

Segue poi un 39% dei 25-64enni che, nonostante le difficoltà, pensa di spendere parte della pensione per aiutare i propri figli, mentre il 24% non rinuncerebbe alla cultura di libri, spettacoli e visite ai musei. Tuttavia, il 30% ritiene che non avrà da pensionato un reddito sufficiente per permettersi delle spese voluttuarie.
Diverso è l’ordine delle priorità per gli over 65enni, per cui al primo posto con distacco risulta esserci il supporto ai figli (50%), poi la cultura (28%) e i viaggi (27%).